Trasformare la rete trapianti della Liguria da un’entità quasi volontaristica ad obiettivo strategico della Regione per fornire una maggiore efficienza organizzativa, offrire più sicurezza per i pazienti e dare uno stimolo alle donazioni di organi e di tessuti.
È questo lo spirito che ha portato all’approvazione di una delibera che rende la rete strutturale, con figure dedicate al “procurement”, la proposta di donazione organi, in ognuna delle 12 terapie intensive e con il numero dei donatori individuato e dei trapianti effettivamente eseguiti che diventano obiettivi di budget per i direttori generali. «Questa è una giornata importante - spiega l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò - perché la giunta ha votato il riassetto della rete regionale trapianti secondo gli standard che erano richiesti dal centro nazionale trapianti, con l’obiettivo di aumentarne il numero. Rafforzare l’organizzazione significa garantire ai cittadini in lista d’attesa pari accesso alle cure e valorizzare il lavoro dei professionisti sanitari. Questa riforma rende il tema dei trapianti un obiettivo strategico della sanità ligure, valorizzando il lavoro di medici, infermieri e coordinatori che, fino ad oggi, hanno garantito le attività con un impegno pressoché volontaristico».







