Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 12:35
Era stato inserito come primo punto del pre-Consiglio dei ministri (cioè la riunione tecnica preparatoria), ma lunedì mattina il decreto Infrastrutture in materia di “commissari straordinari del governo” è saltato dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Nel giro di un mese è il secondo caso che un provvedimento urgente del governo viene prima annunciato e poi rinviato, ancora una volta per uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega. A inizio dicembre il litigio aveva riguardato il decreto che proroga gli aiuti militari all’Ucraina (poi approvato a fine dicembre), stavolta è una norma del ministero delle Infrastrutture che, tra le altre cose, istituiva la figura di un “super commissario” ai lavori pubblici per le strade nazionali al posto di 13 commissari che oggi si occupano di progettazione, affidamento e coordinamento delle singole tratte sulla rete Anas.
Il decreto, anticipato da Repubblica, è saltato lunedì mattina dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri per i veti incrociati tra Fratelli d’Italia e Lega: il partito di Giorgia Meloni, secondo una fonte governativa a conoscenza della questione, si sarebbe messa di traverso alla scelta dell’amministratore di Anas Claudio Andrea Gemme, manager vicino a Matteo Salvini, come nuovo super commissario che avrebbe il potere di gestire i cantieri di 93 tratte nazionali da Nord a Sud per investimenti che valgono circa 30 miliardi. I meloniani non sono convinti di dare così tanto potere – e soprattutto la gestione di questi investimenti – a un manager considerato vicino al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti leghista.









