L’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti è il primo passo. Un atto dovuto, ma anche il segnale che l’inchiesta italiana sulla strage di Crans Montana è entrata nel vivo. A eseguire l’esame saranno i medici legali dell’ospedale Gemelli di Roma, chiamati a chiarire le cause della morte del sedicenne italiano deceduto nell’incendio della notte di Capodanno.
Aperto fascicolo
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio, lesioni aggravate, incendio e disastro colposo al momento contro ignoti. Tutto aggravato da violazioni normative anti infortunistica. Reati colposi, ma il perimetro dell’indagine è destinato ad allargarsi. Il pubblico ministero Stefano Opilio acquisirà anche gli esiti delle autopsie che verranno effettuate a Milano, Bologna e Genova sui corpi delle altre cinque vittime italiane. Poi toccherà agli atti della polizia svizzera. È lì che si gioca la partita decisiva: i verbali, le perizie, le prime ricostruzioni del rogo che ha trasformato il locale Le Constellation in una trappola mortale. Documenti che, con ogni probabilità, quando verranno acquisiti tramite rogatoria internazionale, porteranno all’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques e Jessica Moretti, i gestori del club, dove la notte di capodanno sono morte 40 persone. I feriti sono 116.











