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Ultimo aggiornamento: 10:43

Massimo Orlando, uno dei talenti più fragili e sfortunati del calcio italiano degli anni Novanta, racconta la ferita più profonda della sua carriera: non solo gli otto interventi al ginocchio che lo costrinsero al ritiro a soli 30 anni, ma soprattutto la reazione della sua famiglia a quella scelta obbligata. Quando ha dovuto dire addio al calcio, non ha trovato il sostegno che si aspettava: “I miei genitori mi hanno fatto sentire in colpa quando mi sono ritirato”. Un dolore che, a distanza di anni, il fantasista veneto rivive in un’intervista al Corriere della Sera. Orlando si è sentito accusato: “Volevo soltanto essere coccolato e invece mi hanno fatto sentire in colpa perché sarebbero dovuti tornare a lavorare”.

Trequartista raffinato cresciuto tra Fiorentina, Milan e Atalanta, Orlando ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa italiana in viola, oltre a una Supercoppa europea e una italiana con il Milan, ed è stato campione d’Europa Under 21 nel 1992. Ma il destino lo ha fermato troppo presto, gli infortuni non hanno mai permesso al potenziale di esplodere. E la decisione del ritiro è arrivata molto prima del previsto.