Era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificata la tragedia. Claudio Salamida, 46 anni, in servizio all’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, è morto lunedì 12 gennaio dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato una giornata di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo ora gestito da commissari straordinari nominati dal governo e in tutte le aziende metalmeccaniche dell’appalto e dell’indotto. L’astensione dal lavoro proseguirà fino alle 7 di martedì. Nel tardo pomeriggio una nota di Palazzo Chigi ha espresso “cordoglio” e ha fatto sapere che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano “insieme coi ministri che fanno parte del Tavolo interministeriale sull’ex Ilva, riunitisi a margine del Consiglio dei ministri, ha ribadito l’impegno del Governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro, in linea col recente decreto legge, affinché condizioni di piena tutela siano sempre prioritariamente garantite”.

L’incidente sul lavoro

Secondo le prime informazioni, l’operaio stava lavorando su di un paiolato, che sarebbe una specie di pedana. L’incidente sarebbe avvenuto al convertitore 3 dell’Acciaieria 2. Il lavoratore sarebbe caduto in seguito al cedimento di un pavimento grigliato. Originario di Alberobello, Salamida lascia una moglie e un figlio piccolo.