La notizia più attesa è arrivata nel cuore della notte qui al confine tra Colombia e Venezuela. «Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell'ambasciata d'Italia a Caracas». Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona - continua il titolare della Farnesina - Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”.
Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas.Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona. .Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 12, 2026
Il cooperane veneto e l’imprenditore piemontese sono stati portati nell’ambasciata italiana a Caracas: «Sono in buone condizioni», spiegano fonti diplomatiche. Trentini avrebbe chiesto di fumare una sigaretta, sottolineando che, durante la prigionia, sono stati trattati bene e non sono stati torturati. Poco dopo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la notizia, ha detto di aver parlato con entrambi e che è già partito da Roma un aereo per riportarli in Italia. I due cittadini italiani dovrebbero fare ritorno a Casa tra lunedì sera e martedì mattina. Tajani ha detto che la svolta è arrivata domenica sera, quando il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil lo ha chiamato per dirgli che la presidente Delcy Rodriguez aveva deciso di liberare Trentini. A settembre era stato sempre Gil, tra i membri del regime, a parlare per la prima volta di Trentini.










