Donald Trump rischia di farsi dare del “Taco” un’altra volta: glielo imputarono per la sua politica commerciale, quando in primavera sparava dazi con percentuali da empireo per poi rinculare non appena i mercati ribollivano. “Taco” non c’entra niente con la tortilla messicana, ma sta per “Trump always chickens out”, frase idiomatica che significa “se la fa sotto”. Adesso potrebbe fare il Taco anche in politica estera: il presidente ha rilasciato diverse dichiarazioni su un possibile intervento statunitense in Iran per impedire al regime di massacrare il suo popolo, ma per gran parte della scorsa settimana, la seconda settimana di proteste, l’Ayatollah Ali Khamenei ha ucciso centinaia di manifestanti. E Trump non ha fatto una mossa, ha commentato il Jerusalem Post. Ma il motivo per cui l’inquilino della Casa Bianca temporeggia è che sta ancora valutando gli scenari: domani, secondo il Wall Street Journal, avrà un incontro con alti funzionari dell’amministrazione per esaminare le opzioni in appoggio alle proteste nelle 31 province iraniane. I prossimi passi potrebbero includere «il rafforzamento delle fonti antigovernative online, l’impiego di armi informatiche segrete contro siti militari e civili iraniani, l’imposizione di ulteriori sanzioni al regime e attacchi militari». Tra le possibilità ci sarebbe l’invio di terminali di Starlink, il servizio satellitare di proprietà di Elon Musk, per aggirare il blocco di internet imposto dal regime.