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Il funzionario del Mimit è in rianimazione. Altri due fermi per una rapina a un rider
Pestato a sangue da dieci stranieri all'uscita della stazione Termini. A poca distanza, mezz'ora dopo, un gruppo di magrebini aggredisce e rapina un rider. Fermati quattro senza fissa dimora, tre irregolari, e tutti con una sfilza di precedenti per spaccio di droga, rapina, minacce. La prima vittima, un funzionario del Ministero delle Imprese e del made in Italy, Giuseppe P., 57 anni, è in terapia intensiva. "È in coma indotto, farmacologico, per i traumi riportati. Non siamo ancora in grado di sciogliere la prognosi" spiegano i medici dell'ospedale Umberto I di Roma. Migliori le condizioni del corriere, un 23enne tunisino che se la cava con solo alcuni punti di sutura e medicazioni varie.
Succede tutto allo scalo ferroviario della capitale sabato sera. Giuseppe P. si trova in strada, all'uscita nord della stazione Termini, su via Giovanni Giolitti. Improvvisamente viene accerchiato da un gruppo di nordafricani. L'agguato lo "raccontano" le telecamere di sicurezza di Trenitalia. Il 57enne è in strada quando gli si parano davanti in cinque, altrettanti lo bloccano alle spalle. È accerchiato. Improvvisamente il pestaggio a calci e pugni, all'apparenza senza motivo. L'ipotesi che prende corpo è che fra la vittima e gli aggressori ci sia stato un breve scambio di battute. Forse un tentativo di rapinarlo del cellulare o del portafogli. Il poveretto si ribella, i magrebini lo "puniscono" massacrandolo di botte.












