Un volto maschile stilizzato, con gli occhiali da sole e la barba corposa. Sopra, una croce rossa e la scritta “Io non posso entrare”. Il manifesto ha fatto capolino a Palermo, sulla porta d’ingresso del City Sea di chef Natale Giunta: il primo ristorante d’Italia ufficialmente interdetto a maranza e “gomorristi”. «La tua presenza non è benvenuta, il tuo stile non è ammesso. Vesti con tuta lucida di imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, un borsello Gucci fake, e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama stili discutibili di gomorrista. Pertanto, ti invitiamo a non entrare nei miei locali», si legge sulla pagina social dello chef e imprenditore palermitano proprietario anche di locali a Roma. «Spero che tanti colleghi aderiscano a questa iniziativa», dice lui in un video a corredo del lancio del freschissimo divieto. In tanti seguiranno il suo esempio? Presto per dirlo ma quello che è certo è che qualcosa comincia a muoversi: la strafottenza e i danni causati dai maranza in mezza Italia hanno stufato e non poco. «Escono e vanno nei locali per fare risse: siamo stanchi di cacciarli continuamente e di subire le loro reazioni spropositate tutte le volte che non li facciamo entrare, e di essere costretti a fare intervenire le volanti delle forze dell’ordine. È una battaglia continua perché arrivano sfrontati si mettono a tu per tu con i nostri buttafuori e li minacciano perché camminano armati o con le pistole», ha spiegato Giunta alla stampa locale, uno che negli anni non si è fatto problemi nemmeno a denunciare i mafiosi che gli chiedevano il pizzo. Figurarsi se ha paura di tenere maranza e bulletti di quartiere lontani dai suoi locali.
Palermo, ecco il primo ristorante vietato ai maranza | Libero Quotidiano.it
Un volto maschile stilizzato, con gli occhiali da sole e la barba corposa. Sopra, una croce rossa e la scritta “Io non posso entrare...






