Firenze. La culla del Rinascimento, dove Michelangelo scolpiva il David e Brunelleschi inventava cupole impossibili, ora si reinventa come capitale del "fai da te" verde. Non più affreschi e marmi, ma incentivi a pioggia per chi decide di mandare in pensione la vecchia auto inquinante e abbracciare il futuro elettrico.
Due milioni di euro, gentilmente elargiti dal Ministero dell'Ambiente, per convincere i fiorentini – e pure i vicini di casa nei comuni limitrofi, da Bagno a Ripoli a Signa – che respirare aria pulita non è un lusso, ma un diritto basilare.
E per la prima volta, udite udite, si può barattare la macchina con uno scooter elettrico. Addio ingorghi, benvenuti slalom tra i turisti.
Per capirci, un cittadino medio, con Isee sotto i 50mila euro (perché, si sa, l'ecologia deve essere democratica, non roba da ricchi sfondati), che entra in concessionaria con la sua vecchia diesel Euro 5 o peggio e ne esce su due ruote elettriche.
"La salute è la cosa più importante", tuona l'assessore Andrea Giorgio, e come dargli torto? In una città dove l'Arno scorre pigro e lo smog si appiccica ai palazzi come una patina secolare, ogni particella fine in meno è una vittoria contro asma, bronchiti e quel senso di oppressione che non è solo metaforico.







