Inter e Napoli arrivano allo scontro diretto del Meazza (20.45, diretta Dazn) in uno stato di forma simile (il passo falso con il Verona non cancella la brillantezza dei partenopei nelle ultime settimane) ma con obiettivi divergenti. Il Napoli, per le condizioni in cui si presenta, privo di Neres oltre ai soliti noti, ha tutto da guadagnare: anche un punticino che lascerebbe invariata la situazione sarebbe oro colato per il morale. L’Inter, invece, assapora la sensazione della grande occasione: in un colpo solo può vendicare l’epilogo dello scorso anno, scrollarsi di dosso l’etichetta di squadra che fallisce i big match e affondare il primo strappo significativo nei confronti di una rivale.
Più che alla gara d’andata vinta 3-1 dal Napoli, i ricordi vanno al ritorno dell’anno scorso, a quel pareggio firmato Billing che fu la vera porta girevole della corsa scudetto. Conte lo ammise candidamente mesi dopo: rimanere a un punto dall’Inter in quella 27esima giornata fu la scintilla determinante per convincere i giocatori a correre fino alla fine.
Ed è quella la vera ferita dei nerazzurri, il vero rimpianto da redimere. Oggi come allora, il Napoli sta comodo nella posizione di “sfavorita” che può puntare al pareggio nella speranza che la foga della vendetta possa tradire l’Inter, un po’ come successo all’andata dopo l’episodio arbitrale avverso («Stiamo imparando a gestire le ingiustizie», fa però notare Chivu).











