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Chi controlla le altitudini più elevate nello spazio, ha la possibilità di agire in maniera più performativa sul terreno

Volontà è potenza. La fotografia pubblicata da Elon Musk su X per festeggiare il nuovo anno lo immortala a Mar-a-Lago seduto a tavola insieme a Donald Trump e sua moglie Melania. Si tratta molto più di una semplice riappacificazione: i due, a vedere da quanto è accaduto nei giorni successivi a quell'incontro apparentemente informale, dal Venezuela alla Groenlandia, sembrerebbero aver ripreso in mano il progetto strategico originario del secondo mandato presidenziale. L'idea cioè, che gli Stati Uniti, anziché essere isolazionisti, devono diventare una vera e propria isola, dai ghiacciai dell'Artico fino alla Terra del Fuoco dell'amico argentino Javier Milei. Che in sostanza significa, da un lato, riaffermare l'egemonia sui mari - attraverso la flotta militare, il controllo del canale di Panama e il commercio dall'altro, trasformare l'intero continente americano in una piattaforma interstellare nella competizione tecnologica globale. Come negli oceani così in cielo. È il filo invisibile che unisce la nuova "dottrina Monroe" di Trump al superomismo di Elon Musk. Con J. D. Vance in mezzo a fare da garante dell'America profonda e a rinnovare quel "mito della frontiera" insito alla storia d'Oltreoceano. "Quello che dico ai leader europei è: prendete quello che dice Donald Trump sul serio", ha ribadito nuovamente il vice-presidente.