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Fondi Usa per ricostruire. Londra e Parigi, armi e militari sul campo dopo la tregua
A decidere il destino di Kiev non sono soltanto cannoni e carte firmate. Molto passa da Washington, dove Zelensky gioca la sua partita tra tavoli e corridoi, puntando sugli accordi economici con gli Usa come leva potente per rimettere in piedi un Paese ferito e tentare di scriverne il futuro. Il leader ucraino è pronto a siglare con Trump un accordo di "prosperità" per la ricostruzione: un piano decennale da 800 miliardi di dollari basato su prestiti, sovvenzioni e investimenti privati. L'intesa potrebbe essere finalizzata al Forum economico mondiale di Davos (1923 gennaio) e affonda le radici nell'intesa sui minerali della scorsa primavera, che garantisce agli investitori statunitensi un accesso preferenziale alle risorse ucraine. Il pacchetto potrebbe includere un accordo di libero scambio con gli Usa, con dazi zero su alcune industrie, per attrarre investimenti e rafforzare l'economia di Kiev. Zelensky, che nominerà Fedorov alla Difesa, segue da vicino il progetto, preoccupato "dai tentativi russi di ostacolare le relazioni con i partner".






