L’Atalanta di Palladino sa solo vincere, il Torino di Baroni scivola nell’ennesima sconfitta. Neanche il fattore trasferta, dove di solito si trova meglio, stavolta salva i granata: finisce 2-0 per i nerazzurri di Bergamo che così proseguono il loro momento d’oro, terza vittoria di fila. È il successo di Palladino che da quando è arrivato ha incendiato il percorso dei suoi: con 18 punti nelle prime 9 giornate è l’allenatore esordiente che ha fatto meglio nel club. Resta a metà, invece, il giudizio sul Torino, così come il suo campionato. Che si sveglia tardi, ma nel finale fallisce tre occasioni importanti per riprendere il risultato. E così arriva la seconda sconfitta di fila.
Baroni continua a mescolare le carte soprattutto in attacco, dove rilancia Ngonge dal 1’ dopo un mese e mezzo a costo di lasciare in panchina l’arsenale migliore, gli 8 gol complessivi tra Simeone e Adams. Con il belga infatti c’è Zapata per ricomporre la coppia che era già stata proposta nel naufragio contro il Como. Più prevedibile invece la prima volta di Tameze da regista, preferito ad Asllani (in partenza) e a Ilkhan non al meglio della condizione. Con lui però torna Gineitis a rendere la mediana un po’ meno inedita, preferito ad Anjorin. Il primo squillo dopo 2’ di Aboukhlal, che tira in faccia a Carnesecchi partendo però una posizione di fuorigioco, dà le prime indicazioni ad un Torino che parte più convinto, però come spesso gli capita viene punito alla prima occasione. Poi si perde. Al 13’ De Ketelaere, che non segnava da 118 giorni, gira di testa l’angolo battuto da Bernasconi e realizza l’1-0.








