Era un leccese di 70 anni il fondatore del sito “Mia Moglie”. Era, perché, nel frattempo è morto il 30 marzo 2025. Quando gli agenti della polizia postale si sono presentati nella sua abitazione nel Quartiere Stadio del capoluogo salentino all’alba dell’8 gennaio, l’anziano non poteva né rispondere e neppure difendersi. Nelle carte dell’inchiesta, avviata dalla Procura di Roma, però, sono comunque finiti due suoi stretti parenti: la moglie di 51 anni e l'ex fidanzato della figlia, di 24 anni.

Sono stati gli operatori specializzati del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, del Cosc di Bari e della Socs di Lecce a presentarsi in questo anonimo appartamento nella zona periferia del capoluogo salentino con in mano i decreti di perquisizione a firma della sostituta procuratrice della Procura di Roma, Ilaria Corda, e hanno provveduto a sequestrare i dispositivi informatici che, nei prossimi giorni, verranno analizzati per definire le effettive responsabilità della donna e dell'ex fidanzato della figlia indagati con le accuse di revenge porn e diffamazione aggravata.

La moglie del 70enne, disoccupata, è caduta dalle nuvole quando ha capito il perché della visita dei poliziotti. Spontaneamente ha accompagnato gli agenti in camera da letto e da un armadio chiuso con un lucchetto ha recuperato il cellulare del marito morto mesi addietro fornendo anche il codice di sblocco.