MESTRE (VENEZIA) - La Volkswagen Polo utilizzata per la fuga è svanita nel nulla. Gli investigatori sanno, grazie alla ricostruzione del percorso attraverso i vari passaggi ai targasystem che l'avevano intercettata, che si trova all'estero. Dove, con esattezza, al momento non è dato saperlo. È una delle domande che gli inquirenti porranno nel prossimo interrogatorio a Riccardo Salvagno, l'agente di polizia locale in arresto per l'omicidio di Sergiu Tarna. Il 40enne ha già annunciato di voler spiegare con cura e con calma la propria versione dei fatti e le motivazioni che l'avrebbe spinto a sparare al 25enne moldavo. Ritrovare l'auto potrebbe essere un elemento cruciale per alcuni rilievi: i carabinieri, una volta scoperto dove si trova, manderanno una squadra rilievi per esaminarla sul posto alla ricerca di tracce biologiche o impronte che possano ricostruire anche con che dinamica la vittima sia stata trattenuta in auto. Se, cioè, Sergiu sia stato minacciato, picchiato, se abbia provato a fuggire. Sembra ormai acclarato che in quel campo di Malcontenta ci sia arrivato vivo e che sia stato ucciso sul posto. All'appello manca anche l'arma del delitto: la pistola utilizzata da Salvagno non è ancora stata trovata. Il 40enne potrebbe averla gettata durante la fuga. Meno probabile che possa trovarsi ancora all'interno della Polo.