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L'archistar sotto indagine si sfoga: "Violenta campagna denigratoria contro di me e la città. La gran parte delle mie proposte è naufragata"

"Stiamo assistendo ad una formidabile campagna denigratoria nei confronti di una città": e le conseguenze le pagheranno tutti, perché "non serve all'Italia la demolizione di un modello che da almeno venticinque anni ha saputo produrre, grazie ad una serie di straordinarie accelerazioni, ricchezza per un intero Paese". Per dieci giorni Stefano Boeri, architetto famoso nel mondo, investito in pieno insieme al sindaco Beppe Sala e a una lunga serie di vip dall'inchiesta della Procura sul lato occulto dell'Urbanistica milanese, ha taciuto. Ma ieri decide di averne avuto abbastanza. Sulla sua pagina Facebook pubblica un lungo, accorato sfogo: per difendere se stesso ma anche il "modello Milano", la frenesia edilizia che in questi anni ha cambiato il volto del capoluogo lombardo, di cui lui è stato uno dei protagonisti discussi, ora al centro di un'inchiesta penale in cui le sorti dell'archistar e del sindaco appaiono strettamente connesse.