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Nel mirino il Bosco Navigli: udienza a marzo. Altri sei gli imputati a vario titolo

Va a processo per abusi edilizi Stefano Boeri, la più celebre archistar milanese e tra i progettisti più noti a livello internazionale. Suo, ad esempio, il Bosco Verticale del quartiere Porta Nuova, premiato come grattacielo più bello del mondo. Boeri e altri sei imputati sono stati rinviati a giudizio per le accuse, a vario titolo, di lottizzazione abusiva e irregolarità edilizie nel progetto Bosco Navigli, un complesso abitativo di lusso già ultimato nella zona dello Scalo San Cristoforo a Milano.

I coimputati dell'architetto sono costruttori, progettisti e funzionari del Comune di Milano, tutti finiti nel mirino di una delle molte inchieste della Procura sulla gestione dell'urbanistica cittadina. Non sono riuscite le difese, nell'udienza predibattimentale partita dopo la citazione diretta, a evitare il rinvio a giudizio disposto dal giudice della Decima sezione penale, Giovanna Taricco. Nella seduta di ieri a porte chiuse gli avvocati e il pm Paolo Filippini hanno dibattuto per oltre due ore. Non appena la discussione è terminata, è arrivata la decisione di mandare tutti a processo. La prima udienza è fissata per il 16 marzo davanti al giudice Franco Cantù Rajnoldi. Tra i difensori ci sono gli avvocati Giuseppe Iannaccone, Francesco Mucciarelli, Stefano Solida, Davide Steccannella, Francesco Moramarco. La discussione dei difensori è stata per tutti incentrata sul cosiddetto "elemento soggettivo" degli imputati, cioè la loro consapevolezza o meno di violare norme molto complesse in materia edilizia e urbanistica e in presenza di diversi orientamenti giurisprudenziali. Il giudice tuttavia ha accolto la tesi della Procura.