Non sono stati funerali perché i funerali si sono tenuti nei giorni scorsi e nemmeno soltanto una messa di commemorazione quella celebrata a Roma nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso. È stato l’abbraccio del governo alle famiglie dei giovani italiani morti nell’incendio di Crans Montana, un’iniziativa voluta con forza dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Alla convocazione arrivata da palazzo Chigi,i ministri hanno obbedito subito. Tranne poche eccezioni, si sono presentati in chiesa anche se era venerdì pomeriggio, un momento in cui spesso sono lontani dalla Capitale. Quando hanno capito che cosa si stava preparando, anche i leader dell’opposizione hanno deciso di partecipare, unici assenti Matteo Renzi e Carlo Calenda.

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Non sono stati funerali, quindi, e nemmeno soltanto una messa di commemorazione. È stato innanzitutto un evento politico con i posti assegnati secondo una precisa liturgia parlamentare. Le prime file dei banchi di destra erano numerate e occupate dal governo in base all’importanza dell’incarico. In prima fila Giorgia Meloni e, accanto a lei i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini. Nella fila numero due ministri di peso e portafoglio come Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto. Nelle fila numero tre Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Maria Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin. Più dietro i ministri di minore rilievo e senza portafoglio, da Eugenia Roccella ad Alberto Zangrillo e Andrea Abodi. Assenti, invece, titolari di dicasteri di primo piano come Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Banchi di sinistra occupati dall’opposizione e da profili istituzionali. In prima fila, in modo quasi speculare rispetto all’altra prima fila, erano seduti Elly Schlein e Giuseppe Conte uno accanto all’altro. Dietro gli altri leader, da Nicola Fratoianni a Angelo Bonelli e Riccardo Magi.