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Il co-fondatore e amministratore delegato di Cloudflare, Matthew Browning Prince, ha minacciato reazioni contro l'Italia dopo la multa inflitta dell'Agcom: ecco quali e i timori legati a Milano-Cortina
L'Agcom ha inflitto a Cloudflare, società americana di infrastrutture Internet, una multa superiore a 14 milioni di euro per non aver disabilitato l'accesso a numerosi contenuti pirata come vuole la Legge italiana 93/2023 contro la pirateria ma l'azienda Usa "ha continuato a non adottare alcuna misura per contrastare l'utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti". Non si è fatta attendere, però, la reazione stizzita del suo co-fondatore e amministratore delegato, Matthew Browning Prince, che potrebbe decidere di bloccare l'accesso ai siti controllati da Cloudflare anche per una settimana creando disagi impensabili alla navigazione Internet e non solo.
Sul proprio account X, infatti, Prince ha scritto un lungo post in cui parla dell'organo giudiziario italiano che ha comminato la multa a Cloudflare entrando a gamba tesa contro l'Agcom lamentando l'assenza di una supervisione giudiziaria ma non solo. "Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza. Ci ha imposto non solo di rimuovere i clienti, ma anche di censurare il nostro resolver DNS 1.1.1.1, il che ha rischiato di oscurare qualsiasi sito su Internet. E ci ha imposto non solo di censurare i contenuti in Italia, ma a livello globale. In altre parole, l'Italia insiste sul fatto che un'oscura cabala mediatica europea dovrebbe essere in grado di dettare cosa è consentito e cosa non lo è online".













