Restano tuttavia una quarantina di persone che continuano a rifiutare l'accoglienza proposta: fondamentali gli interventi dell'educativa territoriale di strada
Una persona in strada in via XX Settembre, a Genova
Genova – Sono un centinaio le persone senza fissa dimora accolte grazie al Piano Inverno del Comune di Genova durante i mesi più freddi. Si tratta di soggetti che hanno accettato un rifugio notturno e che, prima dell'avvio del Piano Inverno, dormivano in strada.
Parallelamente, crescono gli interventi dell'educativa territoriale di strada: dall'avvio del Piano Inverno si contano 163 interventi, con operatori impegnati quotidianamente nel supporto alle persone incontrate e nel loro accompagnamento, se possibile, verso le accoglienze notturne.
Le attività si sono concentrate in particolare nei municipi Centro Est, Centro Ovest, Ponente, Medio Ponente e Valpolcevera. Restano tuttavia una quarantina di persone che continuano a rifiutare l'accoglienza proposta, prevalentemente per problematiche legate alle dipendenze. Per questi casi è stata attivata una collaborazione con Asl 3, finalizzata a una valutazione sociosanitaria e all'avvio di percorsi specifici di presa in carico. In alcune situazioni, l'intervento degli operatori ha consentito anche l'accompagnamento in strutture ospedaliere di persone senza dimora con problemi di salute. Per chi continua a rifiutare l'accoglienza, resta fondamentale il lavoro dell'educativa territoriale, che garantisce supporto, sostegno, generi alimentari e beni materiali come coperte, messi a disposizione attraverso il Patto di sussidiarietà. Accanto all'educativa territoriale, è sempre operativo il Pronto Intervento Sociale, che si attiva su segnalazione delle forze dell'ordine, qualora persone senza dimora manifestino, anche durante la notte, la volontà di accedere ai dormitori.








