L'equipaggio della missione Crew 11 a bordo della Stazione Spaziale internazionale (Iss) sarà costretto a rientrare a Terra in anticipo rispetto ai piani a causa di un problema di salute che ha colpito un astronauta: lo ha annunciato l'amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman.
I responsabili dell'agenzia spaziale americana non hanno fornito dettagli sulla natura del problema, ma hanno precisato che la situazione non costituisce un'emergenza, ma che un "rischio persistente" li ha portati a prendere questa decisione.
Non era mai accaduto nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale che si decidesse il rientro anticipato di una missione a causa delle condizioni di salute di un membro dell'equipaggio. Così la missione Crew 11, arrivata sulla Iss il primo agosto dovrà rientrare a Terra prima del termine previsto, come ha annunciato l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman.
"Il rientro di anticipato una ventina di giorni non compromette la missione e non cambia molto nell'organizzazione del lavoro sulla Iss", ha osservato Paolo Nespoli, veterano dello spazio che ha al suo attivo tre missioni per l'Agenzia Spaziale Europea. "Probabilmente la decisione di anticipare il rientro è stata dettata da una scelta cautelativa". La Nasa ha dato notizia del problema di salute di un membro dell'equipaggio il 7 gennaio, annunciando contestualmente il rinvio della passeggiata spaziale prevista per il giorno successivo. Avrebbero dovuto affrontarla i due astronauti della Nasa Zena Cardman e Mike Fincke. E' plausibile che il problema di salute sia stato individuato nella visita medica che serve a dare il nulla osta all'attività extra-veicolare, ma naturalmente c'è assoluto riserbo sia sulla natura del problema di salute come sull'astronauta nel quale è stato rilevato. La Nasa si è limitata a dire che le condizioni sono stabili.














