La preoccupazione resta, ma dietro le quinte l'atmosfera è molto più pacata di quanto si possa immaginare.

Prima al Consiglio Atlantico della Nato, poi al Comitato dei rappresentanti permanenti dell'Ue, la Danimarca ha aggiornato gli alleati sul dossier Groenlandia.

In sede Nato, in particolare, è stato evidenziato quanto la sicurezza artica sia in realtà "d'interesse comune" e dunque è stata ventilata l'ipotesi di lanciare un'operazione di rafforzamento sulla falsa riga di quanto accaduto nel Baltico e sul fianco est: in pratica una 'sentinella artica'. Il nome per ora è solo di lavoro, tutto deve ancora maturare. Chi ha conoscenza diretta assicura che il clima alla Nato è "costruttivo".

A smorzare ci ha pensato anche il Comandante Supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich. "Ritengo che al momento siamo ben lontani da una crisi", ha dichiarato da Helsinki. Gli stessi danesi hanno chiarito che si tratta di una "questione bilaterale" fra Copenaghen e gli Stati Uniti, confermando l'incontro con Marco Rubio la prossima settimana.

Si tratta di un dettaglio cruciale. La Groenlandia, infatti, si colloca in una zona grigia. Per sua scelta, ha lasciato l'allora Cee nel 1985 scegliendo la via del territorio associato. Certo fa parte del Regno di Danimarca, Paese appunto Ue e Nato, ma in modo autonomo. Tanto che a Bruxelles ci s'interroga persino se l'articolo 47.2 dei Trattati, che prevede la mutua difesa in casa di attacco, si applicherebbe alla Groenlandia.