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Ultimo aggiornamento: 14:38

Con la tradizionale prima visita al santuario shintōista preferito dove pregare i kami (le divinità, gli spiriti, animali, e in genere l’intera natura) perché assicurino fortuna e prosperità, è iniziato il 2026. Cosa porterà al Giappone l’Anno del Cavallo di Fuoco? Il Paese appare come un cavallo che galoppa verso un futuro caratterizzato da cambiamenti nel modo in cui le persone socializzano, lavorano, spendono i loro soldi, e su ciò a cui decidono di dedicare attenzione. Ma forse è più un timido puledro quello che muove passi cauti fuori dalla stalla, sul lato delle relazioni diplomatiche.

Nel nuovo anno appena iniziato e secondo alcuni analisti politici, il percorso dell’amministrazione Takaichi Sanae appare sì solida, ma con evidenti sfide all’orizzonte.

La capacità dell’attuale governo di durare nel tempo dipenderà dall’abilità della prima ministra di trasformare i positivi indici di gradimento in duraturi risultati legislativi, diplomatici ed economici. Per riuscirci dovrà badare meglio a ciò che fa e dice pubblicamente, nello specifico stare molto attenta all’acciaccata comunicazione con la vicinissima Cina. Proprio lunedì Takaichi ha affermato: “Il nostro Paese è aperto a varie opportunità di dialogo con la Cina e non ha mai chiuso le porte”. Alla colazione di governo però, serve una base più allargata e stabile, e così martedì 6 gennaio – primo giorno di lavoro del partito Liberal Democratico – il segretario generale Shunichi Suzuki ha suggerito che un tripartito che includa anche il DPP (Partito Democratico per il Popolo) al momento all’opposizione, sarebbe preferibile all’attuale coalizione di governo tra LDP e il Nippon Ishin (Partito dell’Innovazione Giapponese). Per ora tuttavia, la richiesta non ha ancora ricevuto una risposta.