Il gelo non colpisce solo le persone. Con le temperature scese sotto lo zero in molte zone d’Italia, anche lontano dalla montagna, il freddo invernale diventa un fattore di rischio concreto per gli animali domestici, soprattutto per i cani portati a spasso nelle prime ore del mattino, nel tardo pomeriggio e di sera. Proprio i momenti in cui chi lavora riesce più facilmente a ritagliarsi il tempo per le uscite quotidiane.
Non tutti i cani reagiscono allo stesso modo alle basse temperature. La resistenza al freddo dipende dal tipo di pelo, dalla presenza o meno di sottopelo, dalla taglia e dalla struttura fisica. Ma un elemento accomuna quasi tutti: sono animali abituati a vivere in ambienti riscaldati e non all’aperto. Per questo, quando il termometro scende, anche le razze più robuste possono soffrire. Coprirli con cappottini o maglioncini non è un eccesso di zelo, ma una precauzione utile, soprattutto se piove o c’è umidità. Il pelo bagnato amplifica la sensazione di freddo e aumenta il rischio di malanni. Coda e orecchie restano le parti più esposte e difficili da proteggere. Le passeggiate restano indispensabili, ma nelle giornate più rigide è consigliabile ridurne la durata e aumentarne la frequenza, evitando di esporre il cane troppo a lungo al gelo. Questo non significa però passare meno tempo insieme: le uscite più brevi possono essere compensate in casa con attività di gioco, esercizi di ricerca, momenti di interazione e coccole. Quando possibile, meglio organizzarsi per passeggiate più lunghe nelle ore centrali della giornata, quando il sole rende le temperature più miti. Se gli impegni di lavoro lo impediscono, può essere utile chiedere l’aiuto di un familiare o di un vicino di fiducia.











