LONGARONE - Conosce la stazione dei treni di Longarone come le sue tasche. Ernesto Losso ha gestito il bar, che fa da riferimento per i viaggiatori su rotaia tra Venezia e Calalzo, dal 1998 al 2025. Ventotto anni in cui ha visto gli agenti della Polizia di Stato intervenire più volte. Anche in passato, infatti, la stazione è stata presa di mira dai malviventi. «Quando non c’erano l’illuminazione e i vetri antisfondamento di ora, era più facile di sicuro», commenta la modalità, in passato, di tentare furti in area stazione. Losso entra, quindi, nel dettaglio della tentata rapina con arresto in flagranza avvenuta domenica sera, partendo da un dato di fatto: la stazione di Longarone è situata in una posizione particolare defilata rispetto al paese, separata dalla strada statale. Un isolamento che favorisce chi vuole muoversi nell’ombra. Mette i puntini sulle “i” l’ex gestore: «Però, va detto: dal 2025 l’area non è più al buio, è stata ristrutturata la pensilina che era un punto oscuro e adesso è molto più sicura perché illuminata. Inoltre sono stati installati vetri antisfondamento e, anche per questo motivo, mi stupisco dell’aggressione di domenica sera».

Ecco, alcune perplessità riguardano, a suo dire, proprio il vetro particolarmente resistente. Questo il suo parere sull’episodio specifico delle due ragazze che si sono create un varco a suon di picconate per poter entrare nel bar: «La mia meraviglia sta nel fatto che non erano le tre di mattina, ma poco dopo le 20 quando passa più di un treno – sono le sue parole – e mi sorprende che le due ragazze abbiano avuto il coraggio e la determinazione di picchiare sul vetro con il piccone per almeno venti minuti, ovvero il tempo necessario per sfondare quel tipo di vetrata che è antisfondamento». Dopo i lavori di ammodernamento pure la sala d’aspetto della stazione ferroviaria ha cambiato volto: fino ad un anno fa era aperta 24 ore su 24: «Rappresentava un luogo ideale per chi volesse passare la notte fuori o agire violentemente – sono parole di Losso – le telecamere esistevano, installate dalle Ferrovie dello Stato, ma dopo che per due volte erano state distrutte non le hanno più rimesse a posto. Ora, molto probabilmente, esiste il progetto di nuova installazione, ma avverrà come è logico alla fine dei lavori».