"Il 31 dicembre è scaduta la convenzione e, ad oggi, non risulta adottata alcuna determinazione formale e definitiva da parte del Governo sul futuro della centrale di Torre Valdaliga Nord e, conseguentemente, sul destino industriale ed economico della città di Civitavecchia.
Questa assenza di decisione sta producendo un effetto paralizzante sui processi di programmazione, sugli investimenti e sulla tenuta occupazionale".
Così il sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, in una lettera rivolta alla premier Giorgia Meloni, al ministro delle imprese e del made in Italy, Mario Urso, e al ministro dell' Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, chiede la convocazione di un tavolo urgente per la definizione degli indirizzi strategici sul phase-out e sul futuro industriale della città. "Il futuro di 50mila cittadini non può restare sospeso, la città è di fatto bloccata. Se lo scenario è quello del phase-out e della dismissione effettiva dell'impianto, occorre che il Governo - sottolinea il sindaco Piendibene - renda immediatamente operativi gli strumenti indispensabili a governare una transizione complessa: la nomina del commissario straordinario previsto per accompagnare il percorso post-carbone, l'avvio di un accordo di programma dedicato capace di fissare tempi e risorse, e la definizione puntuale della cornice che consenta di rendere concretamente utilizzabili le aree e di dare seguito alle proposte già pervenute nell'ambito della manifestazione di interesse promossa a livello nazionale". In assenza di tali passaggi, la transizione - prosegue il primo cittadino di Civitavecchia - "resta un enunciato privo di ricadute e il territorio viene esposto al rischio di una crisi industriale e sociale senza precedenti".






