«La torcia l’ho sempre vista solo in tv. Per me sarà un onore incredibile». Andrea Macrì, 34 anni, è un atleta paralimpico di para ice hockey. Nel 2008, a 17 anni, il crollo del controsoffitto del liceo Darwin di Rivoli lo travolge: l’incidente gli provoca una paraplegia, segnando l’inizio di un lungo percorso di cure. Domenica sarà uno dei tedofori nella sfilata della fiaccola olimpica in città.
Andrea, che emozioni sta provando?
«La prima parola che mi viene in mente è onore. Per qualsiasi atleta lo sarebbe, ma per un paralimpico avere questa possibilità rappresenta qualcosa di ancora più grande. È un segnale fortissimo di inclusione e racconta il lavoro che Fondazione Milano-Cortina sta facendo: due eventi distinti, Olimpiadi e Paralimpiadi, vissuti come se fossero uno solo».
Ha mai visto dal vivo la fiamma olimpica?
«Mai, l’ho sempre vista solo in televisione. A Torino 2006 ero troppo giovane, avevo 14 anni, e non avevo seguito né il viaggio della torcia né i Giochi. Domenica sarà la prima volta in assoluto e non vedo davvero l’ora».






