Un insieme di insulti nei confronti del Friuli Venezia Giulia, della sua gente, delle sue città, scritto da un tizio tra i commenti ad un post di "Cemût", diventa un video e una canzone che, facendo leva sull'ironia, ha l'ambizione di seppellire lo sconsiderato odiatore. E ci riesce. Il post, il primo del 2026 dell'osteria friulana che si trova nel cuore di Trieste, nata nel 2018 su iniziativa di Gianluca Fantinell e Massimiliano Carigaris, uno carnico e l'altro isontino, fa centro. Qualcosa come 800mila visualizzazioni e migliaia di commenti registrati in meno di due giorni, e molti commentatori dimostrano di aver compreso lo spirito del gesto, altri invitano l'hater «a stare a casa sua», e altri ancora promettono di ritornare in una regione che, invece, li ha conquistati.

L'attacco, come detto, era comparso tra i commenti ad un post di "Cemût" che invitava alla solidarietà nei confronti delle persone colpite dall'alluvione del novembre scorso. Inutile dirlo, un insulto che colpiva al cuore. Il post era stato "salvato" per conservarne memoria e quindi cancellato. Dai social, ovviamente, ma non dalla memoria di chi lo aveva letto e che ha iniziato a pensare a come rispondere. «Spesso i brand temono i commenti negativi come la peste, cancellandoli o rispondendo in modo difensivo e talvolta altrettanto offensivo. Noi abbiamo scelto la strada opposta: l'abbraccio mortale spiega Manuel Destro, social media manager -. Quando abbiamo ricevuto un attacco gratuito e surreale contro la nostra regione e il nostro locale, invece di nasconderlo, lo abbiamo elevato a protagonista assoluto della nostra comunicazione».