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Nelle ultime settimane il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a ribadire con particolare insistenza che gli Stati Uniti dovrebbero assumere una qualche forma di controllo sulla Groenlandia per proteggere i propri interessi nazionali. L’isola è parte del territorio danese ma gode di ampie autonomie, e non è chiaro esattamente cosa Trump abbia intenzione di fare, dato che ha parlato di comprarla, invaderla o più genericamente di controllarla.
Tra le opzioni possibili ce n’è una più conservativa, che sarebbe anche la preferita del governo danese: prevede che gli Stati Uniti aumentino la propria presenza militare sull’isola, senza che questa debba staccarsi dalla Danimarca o cambiare forma di governo.
Quest’opzione si basa su un accordo firmato dal Regno di Danimarca e dagli Stati Uniti nel 1951, durante la Guerra Fredda, che stabiliva che i due paesi avrebbero collaborato a difendere militarmente l’isola, che è parte della NATO in quanto parte della Danimarca. A tal fine, e per garantire gli interessi di tutta l’alleanza atlantica, l’accordo dava libero accesso a «navi, aerei e forze armate» statunitensi. Di fatto stabiliva che gli Stati Uniti potevano costruire basi e muovere liberamente soldati e mezzi in Groenlandia purché consultassero il governo locale e quello danese. Lo stesso era garantito agli eserciti degli altri paesi NATO.















