"Mancano ritmo ed enfasi.

Si avverte che è una voce artificiale. Non c'è alcuna empatia, partecipazione". Alberto Rimedio, storico giornalista della Rai e voce ufficiale della Nazionale italiana di calcio dal 2014, ha seguito con orecchio esperto l'esperimento realizzato dalla Ligue 1, ovvero affidare per la prima volta all'Intelligenza Artificiale la traduzione in italiano della telecronaca di una partita di calcio. L'incontro è Paris Saint Germain-Marsiglia (vinto dalla squadra di Luis Enrique ai rigori), un classico del calcio francese, questa volta valido per il "Trophée des Champions" ovvero la Supercoppa di Francia che si è disputata in Kuwait.

L'AI ha tradotto la telecronaca di due cronisti francesi. Il match era visibile sulla piattaforma web Ligue1+: si è trattato della prima partita di calcio in Europa che ha usufruito della traduzione in diretta dall'AI. Un esperimento, ha sottolineato la stessa Ligue 1, che apre però scenari inaspettati per il mondo del calcio e della tv.

All'inizio lo spettatore non nota nulla ma, dopo un po', la voce fredda e non completamente in sincrono con le immagini lascia intendere che c'è qualcosa di strano. "In primis va chiarito che non ho ascoltato una telecronaca fatta dall'intelligenza artificiale ma la traduzione fatta dall'AI. E' questa è una bella distinzione", precisa Rimedio che poi analizza tecnicamente la telecronaca. "Il tono sale appena nei momenti importanti ma l'enfasi è minima. Anche in occasione del primo gol di Dembèlè, non si esalta il momento - prosegue - E' faticoso ascoltarla. Non è divertente. In alcuni momenti sembra sostanzialmente la lettura di un bambino delle elementari".