Da vittima e eroina, ma il passo non è breve. Accendi la televisione e inizi a stare male. Il processo di identificazione è totale, anzi, totalizzante.
La fiction di Canale 5 “A testa alta – Il coraggio di una donna” – che vede Sabrina Ferilli, preside di un liceo, protagonista di uno scandalo – , è un racconto crudo e necessario, un pugno in pancia, una doccia ghiacciata. Affronta il drammatico e inarrestabile tema del revenge porn (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone coinvolte).
Si tratta di una forma gravissima di violenza digitale che umilia, ricatta o punisce la vittima, talvolta dopo la fine di una relazione, per desiderio di controllo, per mera cattiveria o per estorsione di denaro (sextortion).
La fiction, il tuo vissuto
Scena dopo scena senti la rabbia che, come una marea africana, ti monta in corpo. Guardi e ti arrabbi, ti identifichi. Soffri con la protagonista. Ti senti umiliata. Maltrattata. Manipolata. Oltraggiata. Inquisita, esattamente come lei.







