Una lettera per chiedere la grazia. Il rapper e produttore discografico Sean 'Diddy' Combs, precedentemente noto come Puff Daddy, condannato a 4 anni di carcere per reati legati alla prostituzione, ha scritto al presidente Donald Trump chiedendo clemenza. Lo ha spiegato lo stesso presidente in un'intervista al New York Times, sottolineando comunque che non intende accogliere la richiesta.

Per un anno il musicista, che sta scontando la sua pena nel carcere di massima sicurezza di Fort Dix, nel New Jersey, era stato rinchiuso nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove attualmente è detenuto il leader venezuelano Maduro e dove nell'agosto 2019 si suicidò il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

Sean Diddy Combs e Trump insieme a New York nel 1998

L'impero di Diddy, vincitore di tre Grammy, si è sgretolato nel 2024 con le accuse di abusi sessuali e violenze: il musicista è stato denunciato per aver costretto alcune donne a partecipare a orge estreme a base di droga, rigorosamente filmate dallo stesso rapper in party chiamati "freak off". Le "feste" organizzate da Combs erano luoghi di violenze e orrori che per anni nessuno ebbe il coraggio di denunciare. Anche la sua ex fidanzata Cassie Ventura, cantante, ha intentato una causa al rapper per abusi, percosse e stupri. I giudici lo hanno assolto dai reati più gravi, dichiarandolo non colpevole di associazione a delinquere e traffico di esseri umani a scopo sessuale e condannandolo per "trasporto di persone a fini della prostituzione".