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Il governo di Giorgia Meloni si è convinto a dare il proprio consenso alla definitiva entrata in vigore del Mercosur, l’accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione Europea e l’area del Mercosur, appunto, ovvero i cinque paesi sudamericani legati tra loro da un accordo di cooperazione per il mercato comune (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia). L’Italia, insieme alla Francia, si era opposta a più riprese all’accordo: l’ultima volta durante il Consiglio Europeo del 18 dicembre scorso, quando insieme alla Francia aveva costretto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, a rinviare la firma conclusiva prevista durante un suo viaggio a Foz do Iguaçu, in Brasile, in programma il 20 dicembre.

Alla base delle resistenze italiane e francesi c’erano i timori degli agricoltori dei due paesi, secondo cui l’accordo rischia di produrre una sorta di concorrenza sleale visto che gli agricoltori sudamericani sono gravati da vincoli ambientali e sanitari meno rigidi di quelli europei. Per questo Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron avevano richiesto da tempo clausole di salvaguardia aggiuntive, per tutelare gli interessi del settore, e avevano infine valutato non del tutto esaustive quelle inserite nei mesi scorsi dalla Commissione.