Con cerimonie ufficiali, deposizione di corone in memoria dei caduti, riunioni e ricevimenti hanno preso il via oggi le celebrazioni per la Festa nazionale del 9 gennaio nella Republika Srpska (Rs), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (BiH).

Una ricorrenza che viene festeggiata con grande enfasi e spirito nazionalistico dai serbo-bosniaci, nonostante tale Festa sia stata a più riprese dichiarata incostituzionale dall'Alta Corte di BiH, e condannata duramente dall'Alto rappresentante internazionale in Bosnia-Erzegovina Christian Schmidt.

Per i giudici si tratta infatti di una celebrazione che discrimina i cittadini di etnia non serba residenti in Rs. Tale ricorrenza non viene celebrata nell'altra entità del Paese ex jugoslavo, la Federazione croato-musulmana FBiH). Ma il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, incurante dei divieti e delle critiche, continua a ribadire il pieno diritto della Rs a festeggiare la sua nascita.

Il 9 gennaio 1992 i parlamentari di etnia serba ostili all'ipotesi di indipendenza della BiH dalla Federazione jugoslava, proclamarono unilateralmente la 'Repubblica serba di Bosnia', un atto di secessione che pochi mesi dopo avrebbe portato allo scoppio del sanguinoso conflitto armato nel Paese balcanico, il cui bilancio - dal 1992 al 1995 - fu di oltre 100 mila morti e due milioni di profughi. Alle celebrazioni a Banja Luka, il capoluogo della Republika Srpska, è presente anche una delegazione governativa serba guidata dal premier Djuro Macut.