In Italia ha finanziato con un milione e mezzo di euro +Europa, il partito di Emma Bonino e Riccardo Magi, che ha rivendicato l’appoggio economico di George Soros perché «sostiene in modo trasparente battaglie liberali sui diritti delle minoranze, sulla libertà di stampa, sui diritti civili e sull’antiproibizionismo». In America, però, l’impero filantropico del finanziere e attivista politico ungherese naturalizzato statunitense, la Open Society Foundations (Osf), noto per il suo massiccio impegno nelle cause liberal e progressiste, potrebbe diventare fuorilegge.

Nel giro di 24 ore, la passerella di Parigi per l’Ucraina si è sbriciolata: le truppe occidentali che c’erano, ma solo dopo la tregua che ancora non c’è, già non ci sono più. La Francia di Emmanuel Macron insiste per l’invio di un contingente, che in ogni caso sarebbe risicatissimo, a monitorare la linea di contatto tra i belligeranti. Ma dall’unico partner da sempre disposto a seguirla, il Regno Unito, è arrivata una prima frenata: il premier britannico, Keir Starmer, ha annunciato che dovrà interpellare il Parlamento. A casa sua, Volodymyr Zelensky ha risolto la pratica introducendo la legge marziale; ma alle nostre latitudini, le democrazie funzionano diversamente. Con la notevole eccezione dell’Italia che bombardò la Serbia, ai tempi di Massimo D’Alema presidente del Consiglio e di Sergio Mattarella suo vice.