Le allusioni verbali, sempre più pesanti. E poi gli abusi. Finché una delle giovanissime atlete di una scuola di arti marziali nel ponente ligure si è confidata con il padre, e ha permesso di dare il via alle indagini. Che sono sfociate, lo scorso 30 dicembre, nell’arresto ai domiciliari dell’allenatore, misura chiesta e ottenuta dalla Procura di Imperia.
Le ragazzine hanno messo a verbale il comportamento dell’uomo, 62 anni, che come sottolineato dal procuratore Alberto Lari, «approfittando del fortissimo ascendente di cui godeva presso le sue giovani atlete, ha posto in essere sistematici e gravi atti di abuso sessuale, mascherati da pretesi strumenti di crescita sportiva e professionale».
Le carte raccontano una galleria dell’orrore, dai volgari apprezzamenti verbali a sfondo sessuale, ai palpeggiamenti, agli abusi. Su piccole atlete che non potevano far altro che rispondere tremando e piangendo.
Dopo l’arresto, la misura è stata sostituita «per esigenze lavorative dell’indagato», chiarisce la Procura, con quella del divieto di avvicinamento alle vittime e con il braccialetto elettronico, che tuttavia deve essere ancora applicato.








