Chi viaggia spesso in treno lo noterà subito: da quest’anno il prezzo del biglietto delle Frecce non è più fisso, ma cambia nel tempo. Non in base a sconti occasionali o promozioni limitate, bensì seguendo la logica della domanda e dell’offerta, esattamente come avviene da anni per i voli aerei. Dopo un mese di test, dal 1° gennaio è entrato a pieno regime il sistema di prezzi dinamici di Trenitalia, una novità che segna una svolta nel modo di acquistare i biglietti dell’alta velocità. La regola è semplice: prima si compra, meno si spende. Più ci si avvicina alla data di partenza e più aumenta la richiesta su una determinata tratta e in una certa fascia oraria, più il prezzo sale. Al contrario, quando la domanda è bassa, le tariffe scendono. Un meccanismo che fino a oggi riguardava solo gli aerei e che ora entra anche nei treni “a mercato”, cioè Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca, mentre Intercity e regionali restano esclusi, perché soggetti a contributi pubblici.

L’obiettivo dichiarato di Trenitalia è riempire meglio i treni nei giorni e negli orari meno richiesti, aumentando il cosiddetto tasso di riempimento dei vagoni. In pratica, incentivare chi può a viaggiare il martedì anziché il venerdì, o in orari meno affollati, offrendo prezzi più bassi. Un vantaggio per l’azienda in termini di ricavi e, potenzialmente, anche per i passeggeri più flessibili. Fino allo scorso anno infatti il sistema era molto più rigido: esisteva una quantità prestabilita di biglietti a tariffa Base, Economy o Super Economy, uguale indipendentemente dal giorno della settimana o dall’affollamento previsto. Se le offerte finivano, il prezzo saliva. Ora, invece, la quantità di biglietti scontati varia in tempo reale in base alla domanda: più persone cercano quel treno, meno tariffe basse restano disponibili.