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Una delle parole più discusse del 2025 nel settore tecnologico è stata “agente”, termine che indica un sistema di intelligenza artificiale capace di agire autonomamente per conto dell’utente, ad esempio prenotando voli aerei o facendo la spesa online semplicemente a partire da una richiesta testuale.
Nel corso del 2025, OpenAI e Perplexity hanno reso disponibili due browser (ChatGPT Atlas e Comet) con funzioni agentiche, mentre altre aziende stanno sviluppando chatbot in grado di agire sempre di più al posto dell’utente. Oggi gli agenti hanno capacità piuttosto limitate anche perché funzionano su un web che non è progettato per loro, ma per gli utenti umani. Per riuscire a fare sempre più azioni online sulla base di una semplice richiesta è necessario che le AI sappiano “comunicare” con ogni sito o servizio online: al momento, però, non è molto chiaro come questo debba avvenire.
Lo scorso novembre, per esempio, Amazon ha denunciato Perplexity, accusandola di aver reso i suoi agenti indistinguibili dagli utenti umani, mentre Airbnb ha bloccato quelli di OpenAI, definendoli «non ancora pronti» a fare prenotazioni sulla piattaforma. Per molte aziende, infatti, il rischio è di diventare un semplice database dal quale i chatbot possono attingere, perdendo ogni punto di contatto con gli utenti.






