Gli studi dei medici di famiglia chiusi per i giorni di festa, i virus influenzali nel punto più alto di circolazione, una campagna vaccinale non abbastanza efficace che impone ricoveri prolungati per alcuni pazienti. Dall’inizio del nuovo anno i pronto soccorso degli ospedali siciliani, soprattutto nelle grandi città, sono al collasso a causa del picco influenzale che ha coinciso con le festività. «Per l’Epifania abbiamo effettuato 500 interventi, contro una media di 350 — racconta Fabio Genco, responsabile del 118 per le province di Palermo e Trapani — dal primo dell’anno abbiamo inviato 230 pazienti a testa al Civico e Villa Sofia, 150 al Policlinico, 120 al Cervello, 116 al Buccheri La Ferla e 86 all’Ingrassia. Un problema che si ripete ogni anno ma che stavolta è stato aggravato dall’influenza».
La mappa del sovraffollamento dei pronto soccorso copre tutta l’Isola a iniziare da Palermo, dove ieri pomeriggio il primato apparteneva al Policlinico con il 256% di indice di affollamento, ovvero il rapporto fra il numero di pazienti e quelli dei posti letto. Subito dietro Villa Sofia con il 197% dopo che in mattinata l’ospedale aveva raggiunto il 223%. Al pronto soccorso pediatrico del Cervello si arriva al 150% mentre al Civico al 176%. «Il 6 gennaio abbiamo avuto contemporaneamente 117 pazienti in attesa di ricovero, quando solitamente sono 60-70 — conferma Massimo Geraci, responsabile del pronto soccorso del Civico — L’organico di medici e infermieri è in linea con le esigenze del reparto. Sono mancati i servizi delle case di cura in convenzione. Alcuni hanno chiuso per il periodo festivo e sono venuti a mancare diversi posti letto. Adesso grazie alle riaperture delle strutture la situazione va migliorando».










