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Martedì sera la partita della Champions League di basket (terzo torneo europeo per importanza) tra la squadra italiana Trapani Shark e quella israeliana Hapoel Holon è stata interrotta dopo meno di sette minuti, perché Trapani era rimasta in campo con un solo giocatore. Trapani ha così perso la partita a tavolino (stava comunque perdendo 38 a 5) e, per regolamento, è stata anche eliminata dalla competizione prima di poter giocare la partita di ritorno.
Questo epilogo piuttosto farsesco era abbastanza prevedibile. A causa di una serie di problemi finanziari e amministrativi, nelle ultime settimane se n’è andato gran parte del suo staff e dei suoi giocatori: così per la partita in Bulgaria (nel campo neutro dove gioca l’Holon, a Samokov) aveva a disposizione solo sei cestisti, di cui uno infortunato e due che non avevano mai giocato in Champions League. Tre di loro hanno indossato canottiere con i nomi di vecchi giocatori coperti dallo scotch. Considerato che nel basket si gioca in cinque, arrivare alla fine della partita sarebbe stato difficilissimo per Trapani.
Sin dall’inizio i giocatori hanno affrontato la partita con scarso impegno, giocando quasi da fermi e apparentemente rassegnati. Dei cinque che sono scesi in campo, Riccardo Rossato è uscito zoppicante quasi subito; poco dopo anche Alessandro Cappelletti e Fabrizio Pugliatti hanno chiesto all’arbitro di uscire. Sono così rimasti in campo i due debuttanti, Luigi Patti e Francesco Martinelli. A un certo punto, però, Patti ha fatto il quinto fallo ed è stato escluso (come da regolamento): ha lasciato così Martinelli da solo e gli arbitri hanno fermato la partita.













