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Il 30 luglio 2025 un terremoto di magnitudo 8.8 colpì la penisola della Kamčatka, nell’estremo oriente russo. È stato uno dei più forti eventi sismici degli ultimi decenni, registrato dai sismografi di mezzo mondo. In quel caso però successe qualcosa di diverso: il terremoto fu in qualche modo intercettato anche da una rete che non era stata progettata per fini di sismologia. A novemila chilometri di distanza, in alcuni cavi sottomarini in fibra ottica posati nel Mediterraneo, comparsero segnali anomali, e lo stesso era successo nei venti giorni precedenti. Secondo alcuni ricercatori, le anomalie sono da ricondurre ai processi di preparazione del terremoto e al sisma stesso. Se l’ipotesi fosse confermata dalla comunità scientifica – cosa attualmente in corso – si aprirebbe una nuova frontiera nella ricerca sismologica.
I cavi di cui si parla sono di Sparkle, società del gruppo TIM che gestisce e monitora oltre un terzo della fibra ottica che passa nel Mediterraneo. La rete mette in collegamento Africa, Medio Oriente ed Europa ed è per questo un’infrastruttura cruciale: oggi nei cavi in fibra ottica viaggia la gran parte della comunicazione, cioè internet, telefonate, transazioni finanziarie, comunicazioni con i data center, non solo nel Mediterraneo ma in tutto il mondo.






