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Lungo il perimetro del campo da basket del palazzetto Livio Romare di Schio, in provincia di Vicenza, sono appesi al soffitto tanti stendardi quanti sono i trofei vinti dal Famila Schio, da anni la miglior squadra femminile nel basket italiano. Ci sono 13 scudetti, 16 Coppe Italia, 14 Supercoppe italiane, un’EuroCup. Le coppe vere e proprie sono esposte in una sala laterale al campo, con le mura arancioni come il colore della squadra, assieme a medaglie e retine di canestri tagliate, ricordi di finali e vittorie. Tra tutti i trofei ne manca però uno, il più importante nel basket: l’Eurolega.
In Eurolega giocano le sedici migliori squadre in Europa, e da quando il torneo si chiama così (dal 1996) Schio è tra quelle che hanno partecipato più volte. Non l’ha mai vinta: il suo miglior risultato è il terzo posto del 2023. Mai come in questa stagione, però, ha una squadra forte e attrezzata per provare a farlo. «La finale di Eurolega è la partita per cui una squadra come Schio si allena tutto l’anno», dice il team manager Ciro Scauzillo, certificando la grande ambizione.
Per provare a vincere l’Eurolega la società quest’anno ha costruito una squadra composta da tredici giocatrici molto forti, che potrebbero quasi tutte giocare titolari. Oltre alla qualità, una gran quantità di giocatrici competitive è necessaria per una squadra che deve affrontare una stagione lunga e logorante, tra campionato, Eurolega e altre coppe nazionali. Di fatto Schio al momento ha a disposizione due squadre e mezzo (a basket si gioca in cinque). Come allenatore è stato scelto Victor Lapeña, cinquantenne spagnolo con varie esperienze in squadre che le coppe europee le hanno sempre giocate (e a volte pure vinte).






