Firenze, 7 gen. (askanews) – La scelta degli atenei toscani di attivare corsi di recupero per le studentesse e gli studenti esclusi rappresenta una risposta concreta alle criticità generate dalle recenti indicazioni del Ministero dell’Università e della Ricerca sul numero chiuso. A sottolinearlo è l’assessora della Regione Toscana ai rapporti con Università e centri di ricerca, Cristina Manetti, che definisce l’iniziativa degli Atenei “una scelta di buon senso”.

Il riferimento è alle linee ministeriali che, attraverso criteri rigidi e automatici, regolano l’accesso ai corsi a numero programmato, limitando la possibilità di recupero per gli studenti che non superano i test iniziali. Un’impostazione che, secondo la Regione, rischia di non tenere conto della reale complessità dei percorsi universitari e delle condizioni di partenza degli studenti.

“La decisione degli atenei di attivare corsi di recupero – afferma Manetti – corregge gli effetti di indicazioni poco attente alla realtà dei percorsi universitari”. Secondo l’assessora, “regole rigide e automatiche rischiano di mettere in difficoltà non solo gli studenti, ma anche le loro famiglie”, accentuando disuguaglianze e ostacolando il diritto allo studio.