Nonostante l'embargo degli Stati Uniti, ben dodici petroliere avrebbero lasciato il Venezuela in modo oscuro in queste ultime ore. Tutte le navi identificatea fino ad ora sono soggette a sanzioni e la maggior parte di esse è costituita da superpetroliere che solitamente trasportano greggio venezuelano in Cina.
A segnalare lo spostamento di quattro petroliere carburante era stato in primis il New York Times, mentre ora il Reuters parla di circa una dozzina di navi. Lo spostamento di petrolio greggio e carburante venezuelano fa pensare a una potenziale rottura del rigido blocco imposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima del blitz Usa e la cattura del presidente Nicolas Maduro sabato mattina. Stando alle informazioni provenienti dal sito di monitoraggio TankerTrackers.com e i documenti di spedizione della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tutte le navi identificate sono soggette a sanzioni e la maggior parte di esse è costituita da superpetroliere che solitamente trasportano greggio venezuelano in Cina.
È stata rilevata una massiccia partenza di navi, apparentemente coordinata, dai porti del Venezuela, con petroliere che nascondono nazionalità e bandiera. Secondo i primi rapporti, quattro imbarcazioni sotto falso nome si sono già dirette verso est, dopo essere state individuate dai satelliti. Altre 12 hanno disattivato i sistemi di localizzazione e sono apparentemente scomparse nell'oceano, senza che se ne sappia nulla. Una fonte a conoscenza dei documenti di partenza ha dichiarato a Reuters che almeno quattro superpetroliere avevano ricevuto dalle autorità venezuelane l'autorizzazione a partire in modalità oscura. Non è stato immediatamente chiarito se le partenze fossero una violazione del blocco statunitense. Sebbene il presidente Trump abbia affermato che l'embargo petrolifero non è stato revocato, ha aggiunto che i maggiori clienti del Venezuela, tra cui la Cina, continueranno a ricevere petrolio.












