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L'attacco nella notte mentre gli esponenti del gruppo di destra erano impegnati nell'affissione dei volantini per il ricordo della strage di Acca Larentia
Venti contro quattro: un'aggressione squadrista in piena regola è stata compiuta nella notte a Roma contro alcuni ragazzi di Gioventù Nazionale impegnati nell'affissione di manifesti per ricordare la strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1948, quando tre militanti del Fronte della Gioventù vennero assassinati, e altri feriti dai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale, un'organizzazione armata legata all'organizzazione dei Comitati comunisti rivoluzionari. Ogni anno si tiene una commemorazione a Roma che, evidentemente, qualcuno ha provato a far saltare con la strategia del terrore e le intimidazioni.
A denunciare l'aggressione è stato Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale, in quale ha parlato di "una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell'odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni". I fatti devono ancora essere confermati ma se trovassero riscontro si tratterebbe di una nuova e preoccupante escalation che vede l'impiego di coltelli per l'intimidazione politica. "Il manifesto che abbiamo diffuso nella città per l'occasione parla di libertà, ricordo, con l'obiettivo di poter ricordare come figli d'Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l'odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee", ha proseguito. Nella giornata di oggi sono numerose le iniziative di volantinaggio da Torino a Roma, e non solo, da parte di Gioventù Nazionale per ricordare quella brutta pagina di odio politico, che ha colpito due giovani che, come spiega Todde, erano "completamente sconosciuti a episodi violenti" ma nonostante questo vennero uccisi.






