Caro direttore, in risposta ad un lettore che le chiedeva le differenze fra Ucraina e Venezuela, lei ha elencato alcuni punti. Mi permetta di dirle che il quarto non c'entra praticamente nulla. Non lo dico io, lo dice chiaramente il procuratore Gratteri. «Il Venezuela non domina né orienta il mercato mondiale degli stupefacenti. Chi sostiene il contrario spesso lo suggerisce in modo strumentale. Il ruolo di Caracas nel narcotraffico è assolutamente marginale... il Venezuela, parlando di narcotraffico, è l'ultimo dei Paesi sudamericani dei quali interessarci».

Gabriele Crocco

Caro lettore, il procuratore Gratteri si è già distinto qualche settimana fa attribuendo a Giovanni Falcone un'intervista in cui il celebre magistrato antimafia avrebbe preso posizione contro la separazione delle carriere. Un'intervista che in realtà Falcone non aveva mai fatto. Non solo: il magistrato siciliano sulla separazione delle carriere la pensava in modo esattamente opposto. Un'autentica invenzione, dunque, che Gratteri, impegnato nella campagna referendaria per il No alla riforma della giustizia, aveva diffuso in diretta tv senza fare alcuna verifica e di cui non si è neppure mai scusato. Ora il procuratore di Napoli interviene sul Venezuela e, con l'intento di attaccare il blitz di Trump, minimizza il ruolo del Paese sudamericano nel narcotraffico, definendolo "assolutamente marginale". Temo che anche in questo caso Gratteri abbia attinto a fonti quantomeno opinabili o si sia fatto eccessivamente trascinare dalla vis polemica.