Si è conclusa dopo poco meno di 3 ore di lavori la riunione all'Eliseo della Coalizione dei Volenterosi. Presenti una trentina di leader occidentali e due emissari americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Tra i leader anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul tavolo le iniziative negoziali per una pace giusta e duratura in Ucraina. Da Palazzo Chigi fanno sapere che l’incontro è stato costruttivo e concreto e ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner.

La riunione - si legge ancora nella nota del governo - "è stata dedicata all’affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia. Tali garanzie faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell’auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine".

Tutti i membri della coalizione, inoltre, si sono detti d'accordo sull’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. La premier Meloni, però, non ha solo confermato il sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, come sempre fatto in questi anni di governo, ma ha anche ribadito alcuni punti fermi della posizione dell'esecutivo da lei guidato sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno. "La volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall’Italia", chiosa la nota.