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Ultimo aggiornamento: 8:06

Contro il rischio di sgombero di Spin Time, a Roma, si muove una parte sempre più ampia della città. Attori, registi, scrittori, giornalisti, associazioni, realtà della società civile e rappresentanti politici hanno rilanciato in questi giorni appelli pubblici contro l’ipotesi di un intervento del Viminale, tornata d’attualità dopo le parole pronunciate del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a seguito dello sgombero dell’Askatasuna a Torino. Il tema sarà ora al centro di un’assemblea pubblica in programma il 10 gennaio, che si preannuncia molto partecipata. Un appuntamento che, nelle intenzioni degli abitanti e delle realtà che animano lo spazio di via Santa Croce in Gerusalemme, vuole trasformare l’ondata di solidarietà in un percorso organizzato capace di scongiurare lo sgombero.

“Il sindaco non può permettere che il governo ignori la sua autorità con l’obiettivo di sgomberare la nostra idea di società”, spiegano gli attivisti di Spin Time. “A favore di una proprietà che vuole speculare su un immobile sottratto alla cittadinanza per due decenni, a danno dei cittadini che oggi hanno accesso a un palazzo rigenerato”. Secondo chi vive e attraversa Spin Time, il nodo non riguarda soltanto un’occupazione abitativa, ma il ruolo degli spazi sociali nelle città. “Luoghi come Spin Time sono una risorsa civica. Qui la cittadinanza non è uno status, ma una pratica quotidiana di cura condivisa”, spiegano. Una pratica che negli anni ha coinvolto oltre 130 nuclei familiari e migliaia di persone, tra attività sociali, culturali ed educative.