Spin Time, la storica comunità che vive nel grande palazzo di Santa Croce in Gerusalemme, fra la basilica di San Giovanni e il quartiere Esquilino di Roma, è a rischio di sgombero. Di tutte le manifestazioni di solidarietà — molti gli artisti, Spin Time è un centro di produzione culturale e teatrale ricchissimo — mi ha colpito più di tutte quella dell’associazione genitori della scuola Di Donato. La Di Donato è una scuola al centro di un quartiere, l’Esquilino appunto, prossimo alla stazione Termini, dove bambini di diverse culture da molti anni felicemente convivono e si integrano attraverso lo sport e le arti, oltre naturalmente agli studi. Qualcuno di voi avrà visto Il cerchio di Sophie Chiarello, magnifico film vincitore di un David di Donatello che testimonia appunto la crescita di quei bambini in quella scuola. Negli spazi rigenerati e autogestiti di quel palazzo abbandonato vivono 130 famiglie di decine di nazionalità diverse. Centosette, oggi, i bambini. Frequentano la Di Donato, che con lo Spin Time ha un rapporto continuo di cura. Scrivono i genitori della scuola. “Questi bambini e bambine sono parte integrante della comunità scolastica, del quartiere e del territorio, con relazioni, percorsi educativi e legami affettivi costruiti nel tempo. Un eventuale sgombero avrebbe conseguenze gravi e immediate: interromperebbe la continuità scolastica, metterebbe a rischio il diritto fondamentale dei minori alla stabilità, all’istruzione e a una crescita serena all’interno di una comunità di riferimento”. Conosco molto bene lo Spin Time. Ho assistito, nel teatro che gestiscono, ad alcuni dei più interessanti spettacoli di drammaturgia contemporanea degli ultimi anni. Uno ne ho prodotto, durante la pandemia, quando insieme ad altri artisti portavamo il progetto ConDominio nei terrazzi e nei cortili. Non tutte le storie sono la stessa storia. Oggi c’è la festa di Befana. Sabato 10 alle 14 un’assemblea pubblica. Andate, se volete vedere coi vostri occhi, valutare da soli.